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pubblicato il 12.04.05
Parma: iniziative
·

1945 – 2005: la resistenza continua!

E’ stata rimandata l’assemblea pubblica su revisionismo storico e nuova destra con la partecipazione di Mario Coglitore, prevista il 23 Aprile.
L’incontro si terrà in Maggio.

Il laboratorio antagonista “Le Radici e le Ali” renderà pubblica, appena possibile, la data dell’incontro.

Domenica 24 Aprile
Ore 21,30: Casa Cantoniera – via Mantova, 24
Corbari
Proiezione del film di Valentino Orsini (Italia, 1970)
Ingresso libero

Lunedì 25 Aprile
Ore 10: Barriera D’Azeglio (p.le Santa Croce)
Partecipazione al corteo antifascista dietro lo striscione
“1945-2005: la resistenza continua!”

Dalle ore 12,30: Spazio sociale “Mario Lupo” – P.le Allende 1
Festa popolare nel parco con grigliata, vino e musica

Mercoledì 27 Aprile
Ore 21,30: Spazio sociale “Mario Lupo” – P.le Allende 1
Palestina: quale liberazione?
Assemblea pubblica

Giovedì 28 Aprile
Ore 21,30: Casa Cantoniera – via Mantova, 24
Operazione “Foibe” tra storia e mito
Presentazione del libro di Claudia Cernigli (Kappa Vu, 2005)
con Alessandra Kersevan (Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione del Friuli e Venezia-Giulia)

A cura del Comitato antifascista “Agosto 1922” di Parma

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LA MEMORIA NON SI CANCELLA
Una nuova lapide per Mario Lupo!

Sempre più, negli ultimi anni, gruppi e movimenti della destra neofascista e neonazista cercano spazio nelle pieghe delle contraddizioni sociali, nella rabbia della disoccupazione e della miseria, nel qualunquismo e nel razzismo diffusi, nella guerra tra poveri e nell’alienazione giovanile. Facendo nuovamente leva sulla retorica nazionalista, sulla xenofobia, sull’integralismo cristiano, sulla “violenza purificatrice” (temi che affondano le radici nel fascismo e nel nazismo storici), l’estrema destra si ripresenta sulla scena politica nei modi consueti: aggressioni a militanti della sinistra antagonista e a lavoratori migranti, attentati e incendi a centri sociali, distruzioni di lapidi e monumenti partigiani, profanazioni di cimiteri ebraici, provocazioni negli stadi di calcio, manifestazioni protette dalle “forze dell’ordine”.

Anche a Parma – città delle “barricate del 1922”, del movimento clandestino antifascista e della lotta partigiana del 1943-45 – da alcuni anni, un gruppetto di neofascisti tenta di costruire una propria rete di contatti. Si muove nel modo consueto ed anonimo delle provocazioni. Un episodio particolarmente grave è avvenuto nel gennaio scorso: la lapide dedicata a Mario Lupo è stata trafugata e distrutta.

Mario Lupo era un giovanissimo attivista di Lotta continua che il 25 agosto 1972 fu ucciso da militanti di estrema destra che, dopo vari e travagliati processi, furono tutti condannati per “omicidio premeditato”. L’assassinio arrivava dopo anni di continue aggressioni a sedi di partiti e sindacati, distruzioni di cippi e lapidi partigiane, pestaggi di attivisti democratici. Nei giorni successivi all’assassinio, il movimento antifascista parmense rispose devastando la federazione del Movimento sociale italiano e il funerale di Lupo si trasformò in un’enorme mobilitazione di popolo che rifiutò, ancora volta, di cedere alle provocazioni reazionarie. La lapide a lui dedicata fu posata l’anno successivo, in occasione del corteo del 25 aprile, sul luogo della sua aggressione, in viale Tanara (di fronte all’ex cinema Roma).

La lotta antifascista, dunque, non cessò nell’aprile 1945… dopo di allora, essa continuò nell’Italia repubblicana per difendersi da poteri che mentre sventolavano le bandiere tricolorate della Costituzione tolleravano l’estrema destra e la lasciavano scatenarsi contro il movimento operaio e studentesco, per fermare la conflittualità sociale, per terrorizzare la popolazione con progetti di colpi di stato e bombe nelle banche, nelle piazze, sui treni… Se quella svolta autoritaria fu fermata fu anche per merito del movimento antifascista più intransigente che per primo denunciò la “strategia della tensione” e le collusioni di settori dello stato con i gruppi eversivi e si batté coerentemente, pagando il suo pesante prezzo di giovani vite spezzate, tra queste quella di Lupo.

Per questo, oggi rivendichiamo, insieme alle lotte del 1921-22, a quelle clandestine sotto il regime mussoliniano, alla resistenza partigiana, le mobilitazioni successive. Le rivendichiamo perché sono le basi della nostra memoria e della nostra identità antifascista, che intrecciano il rifiuto dell’oppressione autoritaria al progetto di costruzione di una società di liberi e di uguali.

Ai rappresentanti e al ceto politico dei partiti istituzionali, che tanto si ammantano di memoria antifascista, chiediamo di ripristinare subito e dignitosamente la lapide dedicata a Lupo, perché la memoria non si cancella.

Parma, 17 aprile 2005

Comitato antifascista “Agosto 1922” di Parma

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