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7.02.21 Dalla difesa della razza all’apologia del fascismo le Marche laboratorio della destra più nera
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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 27.08.09
Gianni Guido è tornato in libertà. Pena scontata per la strage del Circeo
·
Non ha più obbligo di dimora nella casa dei genitori a Roma l'ex 'pariolino' che con Izzo e Ghira
seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti il 30 settembre 1975
Gianni Guido è tornato in libertà. Pena scontata per la strage del Circeo
Durante la detenzione era scappato dalle carceri di Latina, San Gimignano e Buenos Aires
E ora dice al suo legale: "Provo pietà per le vittime, per loro è una ferita che si riapre"

Gianni Guido è tornato in libertà pena scontata per la strage del Circeo

Gianni Guido nel 1983 arrestato dalla polizia argentina
ROMA - Gianni Guido è un uomo libero. Uno dei tre responsabili della strage del Circeo, ha da ieri chiuso i conti con la giustizia italiana. "Fine pena 25 agosto 2009", è scritto sulla sua scheda del casellario giudiziario. Era stato condannato a 24 anni di carcere. Secondo quanto riferito dal suo legale, Massimo Ciardullo, Guido ha commentato "provo pietà per quelle persone, per le famiglie di quelle ragazze, per loro ogni volta che si parla di quella tragedia è una ferita che si riapre".

L'oramai 53enne ex 'pariolino' che assieme ad Angelo Izzo e Andrea Ghira seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti in una villa del Circeo la notte del 30 settembre 1975, non ha più l'obbligo di dimora nella casa romana dei genitori così come previsto dall'affidamento ai servizi sociali che il Tribunale di sorveglianza gli aveva concesso nel maggio del 2008.

Figlio di un alto dirigente di banca, Guido è l'unico dei tre massacratori del Circeo ad avere scontato la pena e ad essere tornato in libertà senza più alcun obbligo di comunicazione dei propri spostamenti in questura e con la possibilità di fare domanda per riavere il passaporto.

Condannato all'ergastolo in primo grado, la pena di Guido fu ridotta in appello a 30 anni dopo una dichiarazione di pentimento e dopo un risarcimento di cento milioni di lire alla famiglia Lopez (che rinunciò a costituirsi parte civile). In carcere, di fatto, Guido ha trascorso una ventina d'anni, anche se in passato le provò tutte pur di non restare in cella: nel 1981 fuggì dal penitenziario di San Gimignano per rifugiarsi in Argentina, dove fu arrestato due anni dopo; nel 1985 evase anche dal carcere di Buenos Aires e riparò a Panama, ma la sua latitanza finì nel 1994.

Considerate le evasioni, avrebbe dovuto scontare ben più di 30 anni che gli erano stati inflitti per la strage del Circeo, ma tra indulti, benefici penitenziari previsti dalla 'Gozzini', regime di semilibertà e infine affidamento in prova ai servizi sociali, la pena di Gianni Guido è arrivata ormai al termine. I giudici del Tribunale di sorveglianza di Roma che nel 2008 lo hanno affidato in prova ai servizi sociali hanno scritto che Guido ha fatto un percorso di "silenzioso pentimento".

Per gli altri responsabili della strage del Circeo è andata diversamente: Andrea Ghira, subito fuggito all'estero, è morto in Marocco (le sue spoglie sono a Melilla, nel cimitero dei legionari spagnoli). Angelo Izzo, invece, è di nuovo in carcere a scontare un altro ergastolo dopo che, nell'aprile del 2005, rimesso in semilibertà, tornò a seviziare e ad uccidere una donna, Maria Carmela Linciano, e sua figlia Valentina di 14 anni.

"I commenti sono inutili, purtroppo chi ha pagato sono state solo le due ragazze, Donatella e Rosaria", è stato il commento dell'avvocato Mauro Cimino che nei diversi processi ha rappresentato Donatella Colasanti. La ragazza sopravvissuta alla strage del Circeo è morta il 30 dicembre 2005 a Roma per un tumore al seno, ancora duramente segnata per la violenza subita trent'anni prima. Le sue ultime parole sono state: "Battiamoci per la verità".

"E' una ferita che si è riaperta ancora una volta - si è sfogato è di Letizia Lopez, sorella di Rosaria - E ancora sento la rabbia che mi mangia il cuore e l'anima ma tanto non c'è nulla da fare in questo Paese la giustizia non funziona. Gianni Guido che massacrò mia sorella, andò a casa a cenare e poi tornò al Circeo a finire quello che aveva cominciato, è libero e chi ruba una mela, i poveracci stanno in galera".

"Il signor Guido non ha affatto scontato la sua pena; è andato in Argentina, è scappato all'estero - ha detto ancora Letizia Lopez - ha fatto gran parte della condanna ai servizi sociali, ha usufruito di permessi. Ma insomma mi chiedo con quale coraggio una persona così con quello che ha fatto, e senza mostrare pentimento, ora gira libero per Roma".

Letizia Lopez da alcuni anni si è trasferita a Roma. "Potrei incontrarlo in strada anche stasera - ha aggiunto Letizia Lopez - cosa gli farei? Davvero non lo so, non sono una persona violenta, ma credo che gli chiederei come sta, come si sente, come fa a vivere con quei mostri che gli abitano nell'anima. In questi anni, più che pensare a Gianni Guido, che non ci ha chiesto mai veramente perdono, mi è venuta voglia di andare sotto casa dei genitori, anche di quelli di Andrea Ghira: avrei avuto voglia di sistemare uno striscione con la scritta 'assassini'. Credo che la responsabilità di quello che hanno fatto queste persone, che allora erano poco più di ragazzi, sia anche da attribuire ai loro genitori".

Di diversa opinione è il legale di Letizia Lopez: "Gianni Guido - ha detto l'avvocato Antonio Gattuso - forse è l'unico che ha veramente pagato il suo debito con la giustizia. Ha fatto la galera, e mi risulta che la famiglia abbia pagato ai tempi 100 milioni di lire come risarcimento".

(26 agosto 2009)

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/guido-libero/guido-libero/guido-libero.html

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