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pubblicato il 15.11.11
I nazisti che uccidevano gli immigrati
·
I nazisti che uccidevano gli immigrati
Andrea Mollica
YOUniversal

12 novembre 2011

Tre terroristi di estrema destra hanno ucciso turchi e greci colpevoli di vendere kebab

Un gruppo di neonazisti ha terrorizzato per molti anni la Germania, uccidendo poliziotti, immigrati turchi e rapinando banche per sopravvivere e finanziare i loro colpi. Due degli autori di questi delitti si sono suicidati prima di essere presi dalla polizia, mentre la terza complice si è consegnata alla polizia qualche giorno fa. Ora la Germania è terrorizzata, dopo aver risolto il caso, che la banda non fosse isolata ma che sia stata aiutata in questi anni dalla scena neofascista presente nel Paese.

TERRORISMO NAZISTA - A Zwickau, città della Sassonia, vivevano nascosti tre persone che facevano parte del gruppo ” Underground nazionalsocialista”, che aveva come motto lo slogan “fatti al posto delle parole”. Le azioni erano però omicidi, e grazie alla scoperta del gruppo si stanno per chiarire una decina di delitti. Tra questi la maggior parte ha coinvolto gli immigrati turchi che vendevano i panini kebab, famosi anche da noi, ma che in Germania sono ormai da decenni una presenza fissa ad ogni lato della strada. Un simbolo della Germania multiculturale che i terroristi ariani volevano colpire.

Solo una pistola, una Ceska 83 dotata di silenziatore, legava tra loro gli «omicidi del kebab», una serie dimisteriosi, oscuri delitti compiuti in Germania tra il 2000 e il 2006. Per uccidere otto immigrati di origine turca e un greco — venditori di cibo arabo, fiorai, fruttivendoli —, i killer avevano usato sempre questa arma calibro 7,65, fabbricata nella Repubblica Ceca. Bisognava trovarla e alla fine è stata trovata. Era tra le macerie dell’appartamento di due neonazisti, incendiato dalla loro complice, che alcuni giorni fa si sono sparati a vicenda, dopo una rapina in banca, per non finire nella mani degli agenti da cui erano stati individuati. Nella roulotte dove Uwe M. e Uwe B. si sono «suicidati », come in un rituale di guerra, oltre ai loro corpi carbonizzati c’erano invece la pistola e le manette della poliziotta Michele Kiesewetter, assassinata nel 2007 a Heilbronn, nel Baden Württemberg, insieme a un collega ferito gravemente.

QUALI CONNIVENZE? – L’unica donna che componeva il trio è stata rintracciata dalla polizia e grazie a questa scoperta la cellula neonazista si è distrutta. I due camerati maschi hanno preferito il suicidio alla resa, e la scoperta di alcuni Dvd nelle quali le azioni erano rivendicate hanno fatto capire la matrice di estrema destra che lega una decina di omicidi commessi a partire dal 2000.

Il trio composto da Uwe M., Uwe B, e Beate Z. non era certamente sconosciuto alle autorità, che sapevano della loro scelta di entrare in clandestinità, tredici anni fa, per compiere attentati, agendo con l’appoggio di una rete di connivenze, solidarietà e protezioni sulla quale adesso si tratta di fare luce completa. La rapina in banca, di cui i giornali hanno mostrato le immagini videoregistrate con i due Uwe a capo coperto che si impadroniscono di denaro per autofinanziare la propria attività criminale. Poi la fuga, la decisione di togliersi la vita invece di arrendersi. Il cerchio che si stringe anche attorno alla donna. Beate decide di incendiare il nascondiglio, dove era custodito un vero arsenale, senza riuscire però a cancellare le prove dei delitti commessi. Poi si costituisce, tenendo fino a questo momento per sé i suoi atroci segreti.

In queste ore dopo la scoperta dei corpi bruciati dei due neonazisti e con gli interrogatori dei loro complici la polizia tedesca sta ricostruendo il quadro degli aiuti che hanno permesso al trio dieci anni di attività terroristica indisturbata e assolutamente nell’ombra. Le persone che avevano affittato appartamenti e la roulotte ultima loro dimora hanno tutti contatti con la scena radicale della destra tedesca, e in queste ore si sta cercando di capire quanto fosse consapevole l’appoggio al trio. Un terrorismo di stampo neonazista su larga scala forse non esiste, ma le forze dell’ordine stanno cercando di capire se l’incubo della RAF potrebbe ritornare, questa volta in versione nera.

http://www.giornalettismo.com/archives/167695/i-nazisti-che-uccidevano-gli-immigrati/


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