pubblicato il 17.01.26
Neonazi di Stato ·
C’era una volta l’alt-right, che aveva imparato a comunicare contenuti suprematisti e neonazisti, seppellendoli sotto strati di layer o camuffandoli in messaggi in codice intellegibili a cerchie sempre più ampie di utenti online, ma pur sempre di un codice si trattava. L’ironia della memetica ha permesso all’estrema destra di dire qualsiasi cosa, facendosi scudo dietro lo scherzo.
Il saluto romano di Elon Musk alla cerimonia d’insediamento di Donald Trump è stato l’apice di questa strategia. “Ei ma davvero l’uomo più ricco del mondo, ora braccio destro dell’uomo più potente del mondo, ha fatto il braccio teso come i nazisti quando aveva gli occhi di miliardi di persone addosso???”, ci siamo chiesti all’unisono a latitudini, longitudini e fusi orari diversi. Alla fine ha detto che non era vero, che quel braccio teso non era davvero un braccio teso, è la sinistra woke che è ossessionata dai nazisti e dai fascisti… o forse lo era? E se lo fosse stato tutto sommato era davvero un gran problema? Ci hanno infine spiegato che Musk è nello spettro autistico, quindi niente da questionare, zecche insensibili.
Negli ultimi mesi, la voluta ambiguità con cui la destra MAGA utilizza il linguaggio neonazi, sembra essersi risolta a favore di un’esplicita appropriazione. Il 7 gennaio del 2026 a Minneapolis un agente dell’Immigration and Customs Enforcement, i cui metodi brutali scatenano il terrore nelle città, spara in faccia una cittadina inerme uccidendola. Si chiamava Renee Good. Passano 48 ore e gli account social del Dipartimento per la Sicurezza Interna lanciano una campagna di reclutamento proprio tra le file dell’ICE. We’ll Have Our Home Again, proclama la card, che mostra un cow boy cavalcare un paesaggio innevato mentre in aria vola un caccia stealth. La canzone è accompagnata da un brano omonimo del due folk Pine Tree Riots, che piace molto ai neonazi, e basta leggere qualche strofa per capire il perché:
The strife we share, will take us there
To relief and sovereignty
Oh by God we’ll have our home again
By God, we’ll have our home
By blood or sweat, we’ll get there yet
By God we’ll have our home
In our own towns, we’re foreigners now
Come sottolinea in un articolo per The Intercept il giornalista Austin Campbell, “il post fa parte di una tendenza crescente in cui il governo federale abbraccia apertamente il linguaggio visivo della supremazia bianca e della cultura pop citati nei casi di violenza razziale”. Non è un caso che il testo di We’ll Have Our Home Again si trova in esergo al manifesto di Ryan Christopher Palmeter, un suprematista bianco che nel 2023 ha ucciso tre cittadini di colore per poi rivendicare il suo gesto come parte di una guerra razziale.
È difficile pensare che un post esplicitamente interno al linguaggio e all’immaginario estremista sia stato un caso, proprio a 48 ore da un episodio così grave: evidentemente quello che l’agenzia federale vuole è proprio assoldare in quella che sembra sempre di più una milizia estremista pagata dal governo, quel tipo di persone sensibili ideologicamente a quel messaggio.
D’altronde dopo l’assassinio di Renee Good, nonostante decine di video mostrassero il momento dell’omicidio e come la donna fosse innocua, e anzi si stesse allontanando con una manovra a rallentatore dagli agenti che avevano fermato la sua auto, i vertici del governo hanno garantito immunità all’agente che ha sparato, e dipinto la vittima come un nemico ideologico che la trasforma in un bersaglio legittimo (ricordiamoci sempre che “antifa” è stato designato come organizzazione terroristica).
Ecco come Trump ha descritto Good dandogli la colpa della sua morte “very disorderly, obstructing and resisting, who then violently, willfully, and viciously ran over the ICE Officer who seems to have shot her in self defense”. Per il vicepresidente JD Vance si è trattata di una tragedia provocata da Renee Good, una “victim of left-wing ideology”. Per la portavoce del DHS Tricia McLaughlin, l’episodio è addirittura un atto di terrorismo interno. Tutti hanno ribadito all’unisono, prima di qualsiasi inchiesta e nonostante l’evidenza delle immagini, che si è trattato di legittima difesa.
Lo ha notato anche Brian Hansbury, che sulla sua newsletter Public Enlightenment si occupa di monitorare le attività online dell’estrema destra. Dopo aver ricostruito la storia del rapporto tra la canzone e lo slogan utilizzati dal DHS, conclude: “Due giorni dopo che uno dei loro agenti ha assassinato a sangue freddo un cittadino statunitense, l’ICE sta reclutando attivamente estremisti squilibrati: Proud Boys, neonazisti e sostenitori di stragisti. Non è un caso. Non è nemmeno un richiamo. È una palese dimostrazione di vera natura che non può essere ignorata o minimizzata”.
È evidente che l’ICE punta a reclutare cittadini ideologizzati, pronti a tutto ed estremisti. Non è un caso che le maglie per il reclutamento siano molto larghe, che in molti casi gli agenti sono stati inquadrati nell’agenzia nonostante non avessero i requisiti e i controlli non fossero terminati. Si tratta di una vera e propria milizia di parte all’interno del governo, un evidente e possibile elemento di destabilizzazione, che ha a disposizione i più sofisticati programmi di controllo offerti da Palantir, l’azienda di Peter Thiel, che sta costruendo un nuovo complesso militare-industriale. Se alle prossime presidenziali il candidato MAGA perdesse (i Repubblicani old style non sembrano essere neanche in gioco al momento) e poi gridasse ai brogli cosa accadrebbe? Cosa accadrebbe se i rivoltosi del 6 gennaio 2021 questa volta fossero pesantemente armati e inquadrati in un’agenzia governativa?
Uno degli atti di nascita del fascismo italiano come regime è stata la nascita della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, un vero e proprio corpo di polizia parallelo e fortemente ideologizzato, che garantiva una base all’interno dello Stato al regime, foraggiando con stipendi e benefit le camicie nere. Una parallelismo che ci mette di fronte alla domanda: quando è che una democrazia non è più sostanzialmente una democrazia? Nel suo famoso Un anno di dominazione fascista in Italia, Giacomo Matteotti insisteva molto sul ruolo della milizia come elemento chiarificato del progetto del fascismo di asservire lo Stato ai propri interessi, mettendolo allo stesso tempo sotto ricatto.
Valerio Renzi
https://sedestra.substack.com/p/neonazi-di-stato
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