pubblicato il 10.05.26
Uno Bianca, il suicidio del gregario Pietro Gugliotta mesi fa. La legale: “Voleva parlarmi, ma non abbiamo fatto in tempo” ·
L’ex poliziotto, complice dei Savi nelle rapine, si era rifatto una vita in Friuli. Viveva a Pordenone
Arba (Pordenone), 10 maggio 2026 – Uno degli ultimi grandi misteri della banda della Uno Bianca si nasconde in un minuscolo paesino nella pianura di Pordenone, alle cui spalle svettano i monti Raut e Ciaurlec: è quello che da queste parti chiamano “il regno degli aquiloni”. Non ci credono, qui ad Arba, che Pietro Gugliotta, l’ex poliziotto e membro della Uno Bianca, trovato impiccato in casa nel gennaio scorso, volesse uccidersi: dopo aver scontato 14 anni di prigione, uscito dal carcere nel 2008 “si era ricostruito una vita, aveva trovato l’amore e si era risposato, aveva appena ristrutturato la casa”.
Qualcosa non torna per la sua legale Stefania Mannino
E qualcosa non torna anche per la sua avvocata – e col tempo, cara amica – Stefania Mannino: “Mi ha chiamato durante le vacanze di Natale, ha detto: ‘Ti devo parlare’. Ma voleva farlo di persona. Non abbiamo fatto in tempo a vederci. Mi resterà per sempre il dubbio, il tormento di non aver saputo cosa dovesse dirmi. Era appena stato in vacanza, a Tenerife, con la moglie. Stava bene, erano innamorati, con lei aveva ritrovato una serenità dopo aver temuto, per tanto tempo, di non poter riavere una vita normale per la paura di essere sempre riconosciuto ovunque andasse”.
Una vita nuova, fuori dal carcere, tra le immersioni subacquee, la passione più grande che gli aveva fatto conoscere la sua Anna, e la manutenzione del verde, il lavoro che svolgeva con dedizione. Poi era andato in pensione. La famiglia, la casa, la tranquillità e il silenzio tra le grandi montagne del Friuli. Ma là fuori i magistrati della Procura di Bologna stavano portando avanti la nuova inchiesta sulla Uno Bianca.
Sarebbe giusto andare a fondo alla sua morte
“Pare che lui avesse saputo che doveva essere riconvocato dagli inquirenti”, la voce che gira in paese. “Forse aveva il timore che il passato gli tornasse addosso, e lo travolgesse – il pensiero dell’ex sindaco, Elvezio Toffolo –, ma sarebbe giusto andare a fondo sulla sua morte. È stata improvvisa, aveva appena ristrutturato casa, la facciata di colore giallo come la casa vicina, per rispetto. Deve essere accaduto qualcosa che l’ha spinto a questo. Può darsi si sia giustiziato per quello che aveva fatto, ma comunque va capito cos’è successo esattamente. Lo merita la storia d’Italia, che è stata segnata e turbata in modo indelebile dai crimini della Uno Bianca. E lo meritano i famigliari delle vittime”.
Capolungo: “Gugliotta? Lo preferivo vivo e collaborativo”
Che ora tornano a parlare: “Gugliotta lo preferivo vivo e collaborativo – così Alberto Capolungo, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime –. Strano che la notizia della sua morte sia trapelata proprio ora che il suo sodale Roberto Savi, dopo 32 anni nell’ombra, si è ripreso la scena con farneticazioni nauseabonde”.
In tv il leader della banda l’altra sera ha rotto il silenzio, parlando di omicidi su commissione e lasciando intendere che alle loro spalle ci fossero i Servizi. Una scia di sangue tra il 1987 e il 1994 che conta 23 morti e 115 feriti in 103 azioni criminali. Ora il fratello maggiore dei Savi sarà riconvocato dai pm bolognesi per essere sentito su eventuali complici e mandanti evocati nell’intervista, che intanto è stata acquisita dai carabinieri in modo integrale.
Il mistero del suo suicidio
Gugliotta, di origini siciliane, una ex moglie e due figlie a Vignola (Modena), dopo l’arresto confessò di avere preso parte solo a due crimini della banda, due rapine commesse nel Riminese. Fu condannato a 20 anni di carcere, ne scontò 14 effettivi e tutti in isolamento a sua tutela, in quanto ex poliziotto. Si era detto pentito per quanto fatto nella sua ‘vita precedente’. Oggi, qui ad Arba, resta intatto il mistero del suo suicidio. E resta il dolore chiuso tra le mura di quella casetta gialla, appena ristrutturata, immersa nel silenzio.
https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/uno-bianca-suicidio-pietro-gugliotta-mistero-suicidio-q6rb3gnu
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