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pubblicato il 10.12.06
Brescia: celtiche sulla sede ArciGay
·

Da GayNews

ARCIGAY BRESCIA. NEONAZISTI CONTRO I GAY

Grillini “Intervengano immediatamente le Istituzioni”.

sabato 09 dicembre 2006 , di La redazione

La comunità gay bresciana è minacciata. Nella notte di ieri, ignoti, hanno tracciato sulla porta della sede del Comitato provinciale Arcigay di Brescia una croce celtica, un avvertimento tanto funesto quanto chiaro.

Il rigurgito neonazista è solo l’ultimo episodio di un escalation di discriminazioni e minacce che la comunità gay bresciana sta subendo negli ultimi mesi. Solo l’altro ieri altri ignoti, della stessa pasta, sfregiavano con minacce di morte per la decima volta la macchina di Doriana, ragazza lesbica di Mazzano.

Altri ignoti la settimana scorsa rompevano il naso di un ragazzo all’uscita da una discoteca gay e altri ignoti, ancora, diffondevano volantini diffamatori ai danni di un giovane omosessuale di Palazzolo.

L’onorevole Franco Grillini, contattato, dichiara: “Il ritrovamento di una croce celtica sulla porta della sede di Arcigay di Brescia è un indicatore del livello di degrado dello scontro politico nella città bresciana che non può non destare allarme e preoccupazione sull’insorgenza dei fenomeni del neonazismo e del neofascismo con il rischio concerto che rappresentano. Rinnoviamo l’appello alle istituzioni locali perché si attivino immediatamente contro il razzismo e intolleranza”

A Brescia l’omofobia è un’emergenza sociale, ed è necessario un intervento immediato.

Isolare questi atti è prioritario. Chiediamo ai politici, ai cittadini, ai partiti e alle associazioni di far sentire forte e chiara la loro voce di condanna, senza reticenze e senza imbarazzi: si tratta di riaffermare la dignità di ogni persona e la tranquillità del civile contesto sociale in cui tutti desideriamo vivere. Si tratta di riaffermare il diritto al rispetto e alla dignità, e tutti gli schieramenti al di là del loro colore, non possono che associarsi alla nostra piena condanna. Ogni silenzio potrebbe essere letto come un tacito assenso alla discriminazione degli omosessuali.

Siamo stanchi di fumose dichiarazioni di intenti, pretendiamo fatti: una campagna anti omofoba nelle scuole, l’affissione di cartellonistica di sensibilizzazione alla diversità (a tutti le diversità) e la cancellazione di tutte le scritte omofobe e neonaziste dai muri della città.

Con un esposto in procura, che attesterà eventuali responsabilità per la scritta, abbiamo fatto la nostra parte di cittadini.

Chiediamo, infine, agli inquirenti il massimo impegno per svelenire un clima sociale che rischia di far sfociare in giustizialismo la rabbia di una minoranza oppressa.

Luca Trentini

Presidente di “Orlando”

Comitato Provinciale Arcigay Brescia


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