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Informazione Antifascista 1923
Gennaio-Febbraio - a cura di Giacomo Matteotti ·


pubblicato il 28.02.07
Lucca: agguato a un compagno
·

Questa notte sulla circonvallazione a Lucca 2 auto si sono avvicinate a quella di un compagno…
L’agguato è stato con lame e bastoni. Il compagno è stato colpito ad un braccio ed è stato ricoverato.

Oggi pomeriggio alle ore 16 in piazza San Michele a Lucca si terrà un presidio.

Al momento non conosciamo altri particolari


Alla cortese attenzione degli organi di stampa
e per conoscenza ai partiti e alle associazioni:

Il Cantiere Resistente esprime la propria solidarietà ad Emanuele in seguito alla gravissima aggressione subita.
Riteniamo necessario fare alcune precisazioni e considerazioni. Quest’ultima aggressione solo per caso non ha avuto il peggiore degli esiti. Nella notte fra venerdì e sabato si è portato a termine un attacco organizzato e pianificato da una squadraccia fascista in caccia di persone da colpire.
Di questo si tratta: un gruppo strutturato con precise gerarchie, inserito all’interno di partiti e associazioni nazifasciste. Chi fino ad oggi ha sottovalutato, sminuito o ignorato queste sistematiche aggressioni deve aprire gli occhi. Non si tratta di episodi di generico bullismo o disagio giovanile ne tantomeno di una guerra fra bande.
Non è più tollerabile che individui vadano in giro armati impunemente. La libertà di circolazione delle persone e di espressione del pensiero sono diritti che devono essere garantiti in ogni modo.
Lucca ha in se le forze per far prevalere la sua parte migliore e dar voce ai diritti di tutti.

Invitiamo tutti ad esprimere il proprio sdegno e a partecipare alla
manifestazione che verrà indetta per sabato 17 marzo.

Si prega l’integrale pubblicazione,
cordiali saluti,
CANTIERE
RESISTENTE
LUCCA


POLITICA VIOLENTA
A Lucca agguati e squadracce. Pestato un giovane operaio
In dieci l’hanno inseguito di notte in auto, fatto sbandare e poi massacrato a botte e con i coltellini. I sospetti su Forza Nuova

LUCCA. Inseguito in auto, fatto sbandare e quindi pestato e accoltellato. Da estremisti di destra che lo avevano identificato come il nemico di turno da prendere di mira. E’ un giovane di 27 anni, Emanuele Pardini, che abita a S. Anna, l’ultima vittima del clima di intimidazioni e violenze che ormai pervade la città.
I tanti segnali, piccoli e grandi, non sono stati evidentemente sufficienti a far intervenire con forza chi avrebbe dovuto e potuto farlo. La questura innanzitutto. E poi la prefettura, che solo ieri mattina ha annunciato la convocazione – per lunedì – del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. L’on. Raffaella Mariani, dopo aver fatto visita a Emanuele in ospedale, ha parlato con questore e prefetto e adesso investirà del caso il sottosegretario Minniti.
La situazione sta rapidamente degenerando. A partire dal centro storico, da alcune zone dello struscio, dove in pratica non si può entrare senza rendere omaggio ai nuovi violenti della destra.
Quest’ultimo episodio è particolarmente grave, sicuramente premeditato. E’ arrivato all’indomani del processo (rinviato) a un gruppo di estremisti accusati di aver pestato nel 2004 un ragazzo dei centri sociali e alla vigilia di un concerto-manifestazione in piazza San Michele per chiedere spazi per le attività dei giovani. Un’iniziativa promossa dal Cantiere Resistente, associazione di cui anche il giovane aggredito fa parte.
Dopo una serata trascorsa con gli amici in alcuni locali e poi al Circolo Mattaccio di Tassignano, Emanuele, laureato in architettura ma al momento occupato come operaio in una cartiera, aveva deciso di fare ritorno a casa. Erano circa le 3.30 di notte. E’ salito sull’auto ed è partito, ma all’altezza del Giannotti ha avuto la netta impressione di essere seguito. Da due, forse tre veicoli. A quel punto ha cercato di seminarli, di far perdere le sue tracce, senza riuscirvi. Anzi, è stato costretto a imboccare la via per S. Alessio, sempre però tampinato dalle altre auto.
E a un tratto, all’altezza del bar Tambellini, in curva, ha perso il controllo della macchina che è finita contro alcune vetture in sosta. Appena sceso, è stato raggiunto e aggredito da una decina di persone. «Così impari a essere un comunista di m…», gli hanno gridato.
«Mi sono venuti addosso in tanti – racconta Emanuele dal lettino dell’ospedale Campo di Marte – mi hanno massacrato di botte. Mi sono buttato a terra, mi sono piegato su me stesso e ho atteso che finissero. Sputi, calci, pugni, cinghiate in testa e addosso. Poi hanno tirato fuori dei coltellini e hanno iniziato a ferirmi. Fin quando non sono svenuto».
Qualcuno poco dopo lo ha soccorso e ha dato l’allarme al 118 e ai carabinieri. Il giovane operaio è stato trasportato in ospedale, dove i medici lo hanno sottoposto a una serie di accertamenti clinici e radiologici, con una prognosi di 30 giorni per le ferite riportate. E subito dopo è stato ascoltato da carabinieri e Digos, che indagano sull’episodio. In particolare i militari hanno rinvenuto sul luogo del pestaggio una cinghia che è stata sequestrata.
Inchiesta difficile e delicata. Dato che l’aggressione non ha avuto testimoni ed è quindi necessario affidarsi solo ai ricordi, per ora confusi, della vittima. La Digos e i carabinieri hanno comunque lavorato per tutta la giornata alla ricerca di elementi che possano consentire alle indagini di prendere la strada giusta. Sono anche state sentite alcune persone, tra cui due giovani che mentre transitavano in via di S. Alessio a quell’ora hanno detto di aver visto partire due macchine a fari spenti dal luogo in cui c’è stata l’aggressione.
Resta il clima di tensione e di preoccupazione, di cui si sono fatti interpreti anche numerosi genitori che hanno inviato un appello, sottoscritto da 500 firme, al ministro Amato in cui gli chiedono di intervenire per far prendere provvedimenti.
Un clima reso più pesante dall’aggressione, subìta alcune settimane fa, da un simpatizzante di Forza Nuova in piazza Santa Maria. In quel caso un gruppo dell’estrema sinistra, volti travisati e mazze, assalì il giovane fin dentro un bar, dove solo l’intervento del commerciante gli evitò guai peggiori.

(25 febbraio 2007)


Da Aprile on line

Lucca, è emergenza Forza Nuova

Carlo Cortesi*, 02 marzo 2007
La città toscana registra in modo crescente il diffondersi di aggressioni contro studenti e giovani che anche solo indossano simboli di sinistra. Un fenomeno frutto dell’attività dell’organizzazione di estrema destra, che ha spinto ad intervenire lo stesso Viminale

Venerdì scorso si è celebrato presso il tribunale di Lucca il processo in merito all’aggressione del giovane Edoardo Seghi, finito in sala operatoria nel 2004 perchè vittima di una violenza. Nella stessa giornata, la notte, un altro giovane di 27 anni, Emanuele Pardini, è finito in ospedale. Qualcuno infatti lo ha inseguito mentre era in macchina, stringendolo finché non è andato a sbattere. Poi gli sono saltati addosso in tanti, gridando «sei una zecca», sputandogli, ed armati di cinghie.

Due casi di aggressione a giovani di sinistra che lasciano pensare alla città toscana come ad un centro dove la violenza politica rischia di diventare fenomeno dilagante. Tanto che un gruppo di genitori, ascoltati i racconti dei figli, ha fondato il comitato «Fermiamo la violenza», raccogliendo un elenco di episodi più o meno gravi e allegando una lettera aperta. In poche settimane sono arrivate circa 700 firme. È stato tutto spedito due giorni fa al ministro dell’Interno. Il Viminale, in realtà, già sapeva. Tanto che lunedì a Lucca era presenta il numero due dell’Ucigos, Gianni Luperi. Anche la procura sta lavorando da tempo in merito a questi episodi. L’ipotesi più accreditata è che dietro tale violenza ci sia Forza Nuova, capace di organizzare vere e proprie aggressioni a giovani che anche solo indossano simboli politici.

A Lucca nelle ultime settimane stiamo assistendo ad un aggravarsi dei fenomeni legati alla violenza prodotta da Forza Nuova, il movimento neofascista che da ormai quattro-cinque anni ha messo radici nella città e nei suoi comuni limitrofi. La prima “sdoganatura” si è avuta nel 2002, quando l’amministrazione comunale di centro-destra concesse a FN una piazza per un corteo organizzato proprio il 25 aprile.

Da allora, l’attenzione dei neofascisti si è spostata sulle scuole superiori e sulla tifoseria della Lucchese. Come spesso succede i movimenti estremisti, facendo forza su temi quali l’attacco verso gli extracomunitari o verso coloro che manifestano altri orientamenti sessuali, possono raccogliere seguito e consenso fra i più giovani. Proprio però dagli studenti del Liceo Vallisneri si è levata la protesta contro le pressioni e le aggressioni dei giovani di FN verso gli studenti di sinistra, a cui si sono aggiunti i genitori e le famiglie, che con una petizione al ministro dell’Interno Giuliano Amato hanno sollecitato un intervento contro queste ignobili intimidazioni, spesso realizzatesi come vere e proprie aggressioni fisiche con calci, pugni, e a volte anche coltelli.

Secondo noi, Sinistra giovanile, oltre alla necessaria attività delle forze di polizia e della magistratura è necessario dotare la città di spazi aggregativi “intelligenti” che aiutino la crescita e la maturazione dei più giovani e non solo. In vista delle amministrative di primavera la coalizione del centrosinistra, il cui programma è in fase di definizione, propone la creazione di almeno due nuovi spazi culturali per i più giovani, spazi da costruire entro le mura cittadine recuperando aree oggi abbandonate, quale per esempio l’ex mercato coperto, anche per rendere di nuovo la città vivibile per i più giovani, togliendo seguito a quella “cultura” di minaccia e presidio del territorio su cui cresce FN. Certo non è facile quando si arriva ad aggressioni mirate come quella di venerdì scorso contro un ragazzo di sinistra aggredito da una decina di neofascisti con calci, pugni e due coltellate,; non è facile perchè vuol dire che ormai si è arrivati al punto di cercare e individuare singoli obiettivi da aggredire vigliaccamente con vere e proprie spedizioni punitive.

Sicuramente in questo contesto pesano ed hanno pesato le prese di posizione dell’ex presidente del Senato Marcello Pera – lucchese doc – contro il cosiddetto meticciato e in generale contro chi crede in un altro dio, proviene da un altro paese o ha orientamenti sessuali bollati come sbagliati e contraria alla morale.

I lucchesi tutti, però, hanno voglia di reagire. Lo si è visto lo scorso 4 febbraio, quando alle primarie dell’Unione per la scelta del candidato a sindaco hanno partecipato alla consultazione circa 4 mila cittadini e cittadine che hanno indicato in Andrea Tagliasacchi (Ds) il candidato a sindaco. Un numero elevato di votanti indice della voglia di partecipazione e della maturazione civica dei lucchesi, fra cui tanti ragazzi e ragazze, che credono in una Lucca perno della cultura, dell’integrazione e della crescita civile.

*Coordinatore della Federazione Sinistra Giovanile di Lucca


Da Il Corriere

Sotto accusa i Bulldog, che allo stadio hanno scacciato i supporter storici
Neonazi e ultrà, caccia alle magliette rosse
Aggressioni a Lucca: nel mirino chi indossa gli abiti simbolo della sinistra. Spedizioni punitive nelle strade. Allerta dal Viminale

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LUCCA — Che venerdì scorso a Lucca tirasse una brutta aria lo si era capito fin dal pomeriggio. In tribunale si celebrava un’udienza del processo per il pestaggio di Edoardo Seghi, un giovane finito in sala operatoria nel 2004 dopo un’aggressione. Pugni e calci in testa. In aula si sono presentati una ventina di ragazzi dei Bulldog, l’ala violenta della tifoseria lucchese. «Non eravamo lì per gli imputati, esercitavamo un diritto e ci siamo comportati in modo civile», hanno detto. La Digos li ha separati dagli attivisti di sinistra presenti, nulla di grave. Nulla se paragonato a quello che stava per accadere.
Venerdì notte un altro giovane, Emanuele Pardini, 27 anni, è finito all’ospedale. Qualcuno l’ha inseguito in macchina, stringendolo finché non è andato a sbattere. Poi gli sono saltati addosso in tanti, gridando «sei una zecca», sputandogli, con le cinghie in mano. La Digos ha individuato alcuni degli aggressori. Uno è il giovane che a ottobre, quando la polizia fermò il pullman dei Bulldog diretti a Grosseto in trasferta, si assunse la responsabilità delle mazze e dei tondini di ferro e di tutte le armi improprie a bordo. «Sempre gli stessi».
Il ragazzo picchiato nel 2004fa riferimento all’Associazione spazi autogestiti di Lucca. Uno di sinistra. E Pardini si è definito un redskin. «Anche se pare solo un fatto di look — dicono alla Digos — non sa bene cosa sono gli skin di sinistra». Il fatto è che a Lucca per essere aggrediti basta indossare la maglietta sbagliata. «Se dal collo del giubbotto spunta il colore rosso ti fermano per strada, ti fanno aprire la cerniera e verificano se per caso sulla t-shirt c’è il volto del Che. In quel caso — dice Nadia — possono essere guai». Questa studentessa del classico è l’unica che ha il coraggio di raccontare cose le è successo senza chiedere di rimanere anonima. Dice che non l’hanno fermata per caso: lavora a «Klandestino», giornale dei giovani comunisti lucchesi, e il giorno prima era in testa a un corteo per la pace.
Ormai dura da tempo e a Lucca qualcosa di simile è capitato a tanti ragazzi. Intimidazioni, minacce, ma anche botte o auto incendiate. Un gruppo di genitori, ascoltati i racconti dei figli, ha fondato il comitato «Fermiamo la violenza». Hanno raccolto un elenco di episodi più o meno gravi e l’hanno allegato a una lettera aperta. In poche settimane sono arrivate circa 700 firme. È stato tutto spedito due giorni fa al ministro dell’Interno. Il Viminale, in realtà, già sapeva. Tanto che lunedì a Lucca c’era il numero due dell’Ucigos, Gianni Luperi.
Anche la Procura si è mossa da tempo. Ora i fascicoli aperti sono due. Si indaga sull’aggressione di venerdì, ma anche sui Bulldog e sui loro rapporti con l’estremismo di destra. Non sono molti, un settantina, alcuni giovanissimi. Hanno scacciato dalla curva gli storici Ultras Lucca e impedito all’altro gruppo organizzato, i Tori Flessciati, di esporre striscioni. Sulla Ovest adesso campeggia solo il loro: «Diffidati, nessuna resa». Sul sito convivono un profilo di Bobby Sands, la storia del conflitto arabo-israeliano (sono per l’Intifada) e una biografia di Ettore Muti, «sintesi perfetta dell’uomo fascista».
Che violenze da stadio ed estremismo si saldino non è una novità. A Lucca, però, è in sofferenza il mondo giovanile. Anche gli episodi che ieri potevano essere letti come «consueto» bullismo assumono una colorazione politica. «I ragazzi dei collettivi studenteschi si sentono minacciati per le loro idee — racconta il preside dello scientifico, Paolo Pollastrini —. Mi hanno chiesto di parlarne in consiglio d’istituto». «A scuola, però, non ci sono state aggressioni – aggiunge Ave Marchi, preside dell’istituto tecnico Carrara – . Le squadracce girano per la strade e ci sono vicoli dove uno dell’opposta fazione fa meglio a non passare da solo». Ogni tanto le prendono anche quelli di destra, sia chiaro. Il questore, Maurizio Manzo, ammette: «La violenza di matrice politica è diventata la nostra priorità».
Il 23 agosto 2003, dopo la presentazione di un libro sulla cultura gay e lesbica, qualcuno ha rotto la vetrina della libreria Baroni e inciso celtiche e scritte omofobe. Qui tutti tirano in ballo Forza Nuova, e molti ricordano ancora il 25 aprile 2001, quando Forza Nuova fu autorizzata a presentare un libro di Pavolini. Ma Emiliano Mari, 33 anni, coordinatore regionale, contrattacca: «Non c’entriamo con gli ultras, né con le aggressioni. Il resto, gli episodi per le strade, sono scaramucce. Del resto, anche i nostri iscritti sono discriminati. E io, che lavoro in una coop rossa, ho querelato i colleghi che scrissero una lettera contro la mia assunzione. Se sono fascista? Parlerei piuttosto di fascismi. Diciamo che mi ritengo erede di quella parte d’Europa uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale. È abbastanza chiaro?».
Mario Porqueddu
02 marzo 2007

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