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pubblicato il 6.01.08
Torino: Sono tornati i naziskin
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Sono tornati i naziskin

Un centinaio in città le «teste rasate»
Altri episodi di violenza contro gli immigrati
ANDREA DOI
TORINO
Una rissa a Capodanno segna il ritorno dei naziskin in città. Alle 2,30 tredici ragazzi si sono presentati alla birreria-pizzeria Vecchia Europa, in via Gorizia 144. «Hanno chiesto se potevano entrare, ma avevamo tutti i tavoli occupati per il cenone», racconta il proprietario Claudio Pellegrino. I giovani, teste rasate, giubbotti bomber con svastiche e croci celtiche, restano fuori, tra i clienti della birreria che fumano.

Forse una battuta volgare indirizzata ad una ragazza scatena la rissa. Alcuni nazi sono armati di manganelli telescopici e un crick. Nonostante le armi hanno la peggio. Quattro di loro vengono ricoverati al Mauriziano. Nell’atrio del pronto soccorso gli amici dei feriti insultano un romeno. Intervengono gli agenti di polizia e dei carabinieri. Gli skin prima reagiscono poi fuggono.

Poco dopo sei aggressori vengono identificati e denunciati a piede libero per resistenza e rissa.
Abbiamo parlato di un ritorno. Ufficialmente delle teste rasate si erano perse le tracce dopo che tre anni fa avevano accoltellato due squatter della Casa Occupata Barocchio di Grugliasco. Venne arrestato Giuseppe Pepe, 25 anni, di Nichelino. Durante la perquisizione in casa sua trovarono materiale di propaganda nazifascista, coltelli e manganelli telescopici. Con lui vennero indagati altri undici giovani.

Ma chi e quanti sono i nuovi naziskin presenti in città? Tra loro e le organizzazioni di estrema destra Forza Nuova e Fiamma Tricolore ci sono ben pochi legami. I primi accusano le due sigle di essere «poco fascisti», mentre i secondi preferiscono non mischiarsi con ragazzi che fanno della violenza politica l’unico loro credo.

Circa un centinaio sono i naziskin, giovanissimi e per lo più cani sciolti che agiscono a Barriera di Milano, Mirafiori e Vallette, come testimoniano le scritte che lasciano sui muri. Ma anche in zona San Donato la loro presenza non manca. Proprio qui esiste il gruppo Combat 18. Il numero equivale alla prima e l’ottava lettera dell’alfabeto collegate al nome di Adolf Hitler.

Sempre più frequenti le aggressioni nelle scuole a giovani simpatizzanti di sinistra. Non solo. Prima della rissa di Capodanno un diciottenne brasiliano e un suo amico marocchino, «colpevoli» di avere al loro fianco una ragazza italiana, vennero aggrediti a colpi di spranghe e bastoni fuori da un locale di via Pomba. Alla polizia dissero che a massacrarli erano stati dei naziskin.

La Stampa


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