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pubblicato il 13.09.08
2008/09/17 Ravenna: Per un'assemblea antifascista
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Per un’assemblea antifascista e antirazzista

La riabilitazione e rivalutazione storica del fascismo da parte di Alemanno prima e La Russa poi sono ben lontane dall’essere una innocua operazione nostalgica ma hanno lo scopo, cancellando la Resistenza, di affermare una continuità con l’Italia di oggi. In nome della patria, tricolore, Italia in guerra, ordine-sicurezza, famiglia si sta edificando un nuovo regime e la subordinazione a questo degli interessi e condizioni dei lavoratori, dei giovani, delle donne e in generale delle masse popolari. La fascistizzazione in atto, con l’opera di revisionismo storico aperta dalla sinistra precedentemente, puntano a distruggere ogni reale opposizione sociale, politica e sindacale. Per fare questo la classe dominante ha bisogno di un potere forte che trova nello stato di polizia la sua affermazione e applicazione. Forze dell’ordine che caricano i manifestanti (ultimi fatti: Napoli, Chiaiano, Taranto, i No Dal Molin a Vicenza, gli antifascisti a Milano contro la riapertura del covo Cuore Nero, ecc), forze dell’ordine che abusano del proprio potere indisturbate e impunite (dal G8 di Genova con Bolzaneto ad oggi è stato solo un crescendo come l’omicidio di Federico Aldrovandi a Ferrara e le diverse torture che vengono denunciate da chi finisce nelle mani degli sbirri). Non solo, oggi abbiamo davanti agli occhi il razzismo imperante esercitato dalle forze dell’ordine che, come nell’ultimo caso di Bussolengo(ultimo fatto di una lunga lista), massacrano una famiglia intera di Rom, li portano in Questura e qui subiscono pestaggi di ogni tipo, torture fino a reati sessuali. Tutto questo, unito all’operato del governo e dei governi locali che emanano leggi e ordinanze razziste da caccia all’immigrato, securitarie repressive delle libertà individuali in nome di una politica di ordine-sicurezza, legittima e si serve delle carogne fasciste. I fascisti hanno alzato di nuovo la testa, a Roma si susseguono accoltellamenti a ragazzi di sinistra (l’ultimo la settimana scorsa in occasione di una festa in memoria di Renato ucciso dai fascisti), sempre a Roma ragazzi neonazifascisti prendono a sassate alcuni omosessuali, a Genova in 13 hanno picchiato un ragazzo dell’Angola, a Ravenna un punk viene picchiato in pieno centro e sempre a Ravenna un gruppo di studenti vengono picchiati a M. di Ravenna perché si sono indignati di fronte ai saluti romani e ai cori “in onore” del duce. In questo clima si inseriscono le varie riaperture dei covi neri come appunto Cuore nero a Milano, centro neonazifascista riaperto sabato 6 settembre, casa Paund a Bologna, poi Roma e ora vogliono aprirne uno anche a Reggio Emilia.
Nella nostra città le ordinanze securitarie del sindaco Matteucci, dai giardini con le cancellate per tener fuori gli immigrati, al divieto di vendere alcool ai commercianti immigrati in zona stazione, dalla caccia estiva agli “abusivi” operata dalla municipale come squadracce fasciste, alla militarizzazione del territorio come se fossimo in stato d’assedio, telecamere ovunque, giovani anarchici criminalizzati e mandati dallo psicologo perché hanno idee proprie libere dalla cultura dominante e sostengono che la guerra non sia un atto di civiltà né di democrazia….Nelle scuole diventa sempre più difficile esprimersi liberamente ed essere antifascista perché quelli che chiamano bulli in realtà sono fascisti e la fanno da padroni, legittimati da una cultura revisionista che prima ha equiparato la violenza fascista ai Partigiani ed ora li criminalizza in toto fino a ricordare i “giovani ragazzi della repubblica sociale italiana”, a promuovere intitolazioni di strade ai gerarchi fascisti “buoni” e ad opporsi a quelle per i capi Partigiani come Bulow.
Crediamo sia necessario rilanciare la lotta antifascista che sappia essere presente subito, in ogni momento e in ogni posto in città ove se ne presenti il caso come una sorta di volante rossa agente.
Il crescente odio razzista, la fascistizzazzione della società dall’alto ma che trova radicamento anche tra le masse, l’impunità di cui godono le carogne fasciste, le leggi e le ordinanze razziste e securitarie da caccia all’immigrato, la repressione, necessitano di una risposta sul campo concreta ed immediata.
Perché la manifestazione contro la fiamma tricolore di questa estate a Lido Adriano, a sostegno degli immigrati, non rimanga un fatto isolato ma abbia continuità di intenti e azione!

Mercoledì 17 settembre 2008 alle ore 21 da Spartaco
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