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calcio | stragi e terrorismo | partigiani | libri | scuole | antisemitismo | storia | csa | skinheads | omofobia | gruppi di estrema destra | la memoria delle vittime |

pubblicato il 16.03.09
La destra e il calcio. Approfondimento del 1999.
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MILANO - "Negli stadi italiani esiste un piano dell' estrema destra per egemonizzare le curve a livello europeo e reclutare militanti. La notizia è confermata dalla polizia e molto preoccupante: ci sono agganci con analoghe esperienze neonaziste inglesi e americane. Per ora siamo solo all' inizio. Ma se non si interviene in fretta, il fenomeno può diventare incontrollabile". Secondo il parlamentare diessino Roberto Sciacca, l' infittirsi di croci celtiche, simboli hitleriani e striscioni razzisti nasconde un rischio sottovalutato: l' uso dello stadio per scopi paramilitari. La nuova denuncia - che segue le interrogazioni presentate ai ministri Melandri e Jervolino - allunga altre ombre sull' episodio sul quale sta indagando la Digos: la cacciata dalla curva Sud dell' Olimpico dei Cucs, lo storico gruppo ultrà romanista, da parte di alcuni estremisti di destra. Non si tratta, insomma, della classica successione generazionale, con le nuove leve che avvicendano i vecchi capi in maniera più o meno contrastata. Se sullo sfondo di questa vicenda è certamente andata in scena anche la battaglia per il ricco business offerto dalla curva - tra biglietti, gadget e trasferte i più scafati possono portare a casa due milioni e mezzo a settimana -, in primo piano torna la politica, con riflessi inquietanti. Al centro dell' attenzione sono finiti i nazifascisti romani e in particolare Forza Nuova, il movimento fondato da Roberto Fiore (ex Terza Posizione) e Massimo Morsello (ex Nar), attivo anche in altre città e soprattutto a Padova. I due, rientrati da Londra, dove hanno fatto fortuna con un' agenzia di servizi e nella ristrutturazione di immobili, hanno ripreso a frequentare l' Olimpico, al pari di Maurizio Boccacci, ex leader di Movimento Politico, condannato come partecipante alla spedizione neonazista di Brescia- Roma del novembre ' 94, chiusa con l' accoltellamento del vicequestore Giovanni Selmin. Boccacci ha annunciato la rinascita del suo Movimento per il 28 ottobre, marcia su Roma. L' ipotesi che l' estrema destra abbia intensificato la propria presenza negli stadi per catturare consensi e adepti trova conferma negli ambienti ultrà. Durante la guerra nel Kosovo, nella curva laziale, è comparso uno striscione anti-Nato, firmato appunto da Forza Nuova, e sono improvvisamente aumentate le coperture finanziarie per i gruppi di tifosi dichiaratamente di destra, soprattutto al Sud. Il caso romano è quello più eclatante ma l' intreccio tra militanti di curva e di piazza è in atto da anni: in Triveneto, Lombardia e Sicilia, ma anche a Bologna, dove 4 anni fa i Mods rossoblù organizzarono insieme a quelli romanisti una caccia al nero finita con un accoltellato. L' osmosi è continua: alcuni leader ultras hanno fatto carriera politica (Verona, Padova) e alcuni politici si sono fatti campagna elettorale in curva. Il Veneto Fronte Skinhead, White Power e Meridiano Zero sono sigle di movimenti politici xenofobi che hanno affondato le loro radici in molti stadi: l' operazione è ancora più evidente e capillare nelle piccole realtà della serie C, e per rendersene conto basta visitare i siti internet degli Skinhead Pro Patria e Juventude Crociata Padova, dove i richiami alla politica di estrema destra sono più che espliciti con slogan ("Razzisti fascisti e orgogliosi di esserlo"), croci celtiche, manifesti politici ma anche citazioni di Ezra Pound. L' allarme-nazi non va confuso col passaggio di consegne in atto in alcune curve, dove i simpatizzanti della sinistra sono stati progressivamente sostituiti dai giovani di ideologia opposta, più numerosi: nella stessa curva del Milan - come a Firenze, Bologna o Perugia più o meno pacificamente - il patto vigente (vietato fare politica) può mascherare solo in parte il fenomeno. Più reale è il pericolo di contatti tra ultrà di squadre diverse, parziale distorsione del modello inglese, come spiega il direttore del centro studi della polizia, Maurizio Marinelli. "In Inghilterra gli hooligans più pericolosi si ritrovano alle partite della nazionale per attaccare le forze dell' ordine. Da noi la novità è che i più violenti si alleano con ultrà un tempo nemici per provocare disordini". Un tentativo di aggregazione minacciosa intorno alla Nazionale è fallito ai Mondiali ' 98. La comune simpatia politica diventa spesso una copertura per nascondere il vero movente, quello economico. Nella curva interista, qualche anno fa, i contrasti tra i Boys e gli estremisti di Azione Skinhead nacquero appunto da problemi "commerciali". Moratti sta tentando di ripulire la Nord dai simboli neonazisti e la più seria preoccupazione degli ultrà è quella di non perdere il controllo della curva. Ieri a Roma c' è stato un vertice in Questura tra le forze dell' ordine. "Chiederemo ai presidenti di dare un' indicazione forte e contatteremo Moratti, che è il più sensibile. Sensi dice di essere antifascista, ma intervenga concretamente. Altrimenti, se succederà qualcosa in curva, ne sarà corresponsabile" dice ancora l' onorevole Sciacca. - di ENRICO CURRò e EMILIO MARRESE 1999

Fonte: http://lombardia.indymedia.org/node/15134


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