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pubblicato il 26.11.11
Napoli: Manifestazione CasaPound. Fermato un furgone, cariche
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Manifestazione CasaPound. fermato un furgone, cariche
Cresce la tensione in vista della manifestazione di oggi pomeriggio degli attivisti di destra di CasaPound. I carabinieri in via Don Bosco hanno fermato un furgone con striscioni e bastoni, i militanti della destra hanno reagito, sono partite cariche e i militari hanno chiamato rinforzi. Un attivista è stato fermato


Manifestazione CasaPound fermato un furgone, cariche
Cresce la tensione in vista della manifestazione di oggi pomeriggio degli attivisti di destra di CasaPound. I carabinieri in via don Bosco hanno fermato un furgone di CasaPound con striscioni e bastoni, i militanti della destra hanno reagito, sono partite cariche e i militari hanno chiamato rinforzi. E' sopraggiunto un reparto della Celere in assetto antisommossa, un attivista è stato fermato.

E' allarme, dunque, anche se già da alcuni giorni la questura ha vietato i cortei in città, dopo la protesta del sindaco de Magistris, dell'Anpi e della rete studentesca contro la manifestazione di CasaPound. Il questore Luigi Merolla ha autorizzato un presidio fisso di CasaPound in piazza Carlo III nel primo pomeriggio e un altro presidio dei collettivi studenteschi e dei centro sociali in piazza del Gesù, non più in piazza Cavour come era stato chiesto, perché troppo vicina a piazza Carlo III. Niente cortei, dunque. Ma la tensione è comunque alta.

Sull'accaduto c'è un comunicato di CasaPound:"Tre nostri militanti - si legge - sono rimasti feriti in una carica della polizia scattata nelle vicinanze di Piazza Carlo III, dove si stanno cominciando a radunare i partecipanti alla manifestazione nazionale organizzata da Cpi per questo pomeriggio".

"Per motivi del tutto incomprensibili - spiega il presidente di Cpi, Gianluca Iannone
- nonostante il presidio fosse autorizzato e tutto si stesse svolgendo nella più assoluta tranquillità, la polizia ha sequestrato il furgone con l'amplificazione che serviva per il comizio di oggi, gli striscioni e le aste delle bandiere. Poi, alle nostre rimostranze, gli agenti in tenuta antisommossa hanno caricato i presenti tre volte di seguito e hanno portato due dei nostri in questura".

"Tre militanti di CasaPound Italia - aggiunge Iannone - sono rimasti feriti con prognosi fino ai 10 giorni. Riteniamo l'atteggiamento delle forze dell'ordine immotivato e inqualificabile e chiameremo a rispondere questore e prefetto di qualunque altra cosa dovesse accadere nel prosieguo della giornata".

(26 novembre 2011)

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/11/26/news/manifestazione_casapound_fermato_un_furgone_cariche-25624850/




Comunicato sul 26 novembre. [ ZETA ]

Dalla sanità alla scuola, ai trasporti e per il lavoro. Le nostre lotte contro il fascismo.

Da quando la feccia di Casapound ha fatto i primi passi in città, si è subito urlato a gran voce il carattere antifascista di Napoli. Non vogliamo in queste righe ripercorrere tutti i passaggi che ci hanno portato al 26 novembre, ma ribadire che nella nostra città questa spinta fuoriesce ogni giorno, in tutte le forme e si manifesta nei più svariati modi.

Napoli è antifascista. Non è mai stato uno slogan.

A Napoli l’antifascismo non lo fanno esclusivamente i militanti provando a generalizzare le lotte. A Napoli si respira antifascismo e i militanti sono costretti a relazionarsi con esso anche quando si scelgono priorità differenti. Il 26 Novembre è stato palese come al clima di terrore attorno alla giornata abbia rimediato la partecipazione, la determinazione e la rabbia della gente, studenti, lavoratori, disoccupati.

Quella giornata chi è sceso a presidiare la vietata Piazza Cavour era pronto a spendersi e sacrificarsi come mai per difendere la propria città dall’invasione (decisamente ridicola e fallimentare) dei servi dello Stato in camicia nera.
L’agibilità politica a Casapound è tolta su tutti i livelli, si elimina giorno dopo giorno la possibilità di un loro intervento nella vita di tutti i giorni, dalle scuole alle università e nelle strade.

Il ruolo del fascismo, non smetteremo mai di dirlo, non deve essere sottovalutato, in quanto funzionale alla difesa di questo sistema e in quanto tale va combattuto senza tregua; allo stesso modo, però, ci si deve rapportare ad esso per la dimensione del suo essere, senza mitizzare i suoi militanti, ben altro che super-uomini, ben addestrati soprattutto a scappare piuttosto. Gli unici spazi che hanno a disposizione sono quelli dove mancano le lotte, dove manca l’impegno quotidiano per una vita migliore e più dignitosa; questa mancanza deve spingerci a fare di più, a fare meglio. Le lotte per i trasporti, per la sanità pubblica, per il diritto allo studio, per il lavoro e per un lavoro dignitoso devono diffondersi ovunque, ogni quartiere, ogni scuola, ogni facoltà devono diventare presidi di lotta permanenti. Lottare contro la crisi e il ricatto a cui ci sottopongono tutti i giorni è un dovere a cui nessuno sfruttato può esimersi e sviluppare antifascismo significa lottare contro i Signori che ogni giorno ci piegano e dividono, gettandoci in un inferno di precarietà, povertà e sofferenza.

Ogni lotta sociale e politica è una lotta antifascista. Ogni lotta antifascista è una lotta sociale e politica.

ZETA – zone e traiettorie autorganizzate Napoli

Fonta: IndymediaNapoli


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