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pubblicato il 7.09.05
- Annullata la mostra ad Acqui per un attentato neonazista
·

6 Settembre 2005

Annullata la mostra ad Acqui per un attentato neonazista
E’ stata annullata ad Acqui Terme la mostra “Un cristiano contro il nazismo – La testimonianza di Dietrich Bonhoeffer” che avrebbe dovuto proporre dal 23 settembre al 15 ottobre una riflessione sulla vita di Dietrich Bonhoeffer, il teologo tedesco impiccato nel campo di concentramento di Flossebürg il 9 aprile 1945 per aver partecipato ad una congiura contro Hitler e che, nelle sue lettere
e nei suoi libri, difese strenuamente, a prezzo della vita, i valori cristiani che ne ispirarono l’intera esistenza.

Una scelta tanto più consapevole se si condìsidera che Bonhoeffer, in due occasioni, già prima che gli eventi in Germania precipitassero si era rifugiato prima in inghilterra quindi negli Stati Uniti, pochi mesi prima dello scoppio della guerra, dopo aver già subito una serie di provvedimenti di polizia: non poteva spostarsi liberamente, non poteva parlare in pubblico, gli era stato ritirato il permesso di abilitazione alla docenza e non poteva scrivere.

Era quindi chiaro a lui e ai suoi amici che una volta scoppiata la guerra avrebbe corso seri pericoli.
Gli fu quindi
trovata una sistemazione in vari istituti universitari americani e lui restò in America per circa un mese, ma gli scrupoli di coscienza per aver abbandonato il suo popolo nel momento del pericolo furono tali che nel giro di poche settimane ritorna nella sua decisione e a ritorno in patria sapendo benissimo a che cosa
andava incontro.

La sua figura in parte controversa anche all’interno della chiesa tedesca sua contemporanea, per l’accettazione in linea di principio dell’idea di poter arrivare ad uccidere Hitler in casi estremi, nulla toglie alla limpidezza delle sue posizioni morali: Bonhoeffer è stato uno fra i pochissimi prelati tedeschi a prendere pubblicamente posizione in difesa degli ebrei

Proprio per queste ragioni appare gravissimo l’attentato che ha colpito la tipografia austriaca che stava stampando la versiona italiana della
mostra su questo straordinario personaggio. Un fatto che merita non solo una condanna, ma anche una riflessione su come il terrorismo non sia patrimonio di una cultura o una religione, ma sia purtroppo il prodotto spurio di ogni cultura, capace di germinare ovunque sfruttando il peggio di ogni tradizione.

Ci auguriamo di poter presto commentare e vedere la mostra nella quale, a ragione, gli attentatori hanno visto un forte e chiaro messaggio contro ogni forma di nazismo, razzismo e intolleranza.

http://www.giornal.it/Pagine/Articolo/Articolo.asp?ida=8231


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