pubblicato il 21.05.26
Trieste Scontri tra antifascisti e neofascisti: raffica di denunce in arrivo, al setaccio decine di filmati ·
Il giorno dopo gli episodi che hanno fatto ripiombare la città nel passato ecco che la questura di Trieste è al lavoro per ricostruire l'accaduto. Ci saranno gravi conseguenze per entrambi gli schieramenti. La solidarietà del Consiglio regionale ai giornalisti aggrediti
La Digos della questura di Trieste ha aperto le indagini per ricostruire quanto avvenuto ieri sera e si prospettano pesanti conseguenze per entrambi gli schieramenti che si sono fronteggiati in viale XX Settembre. Il giorno dopo si contano i feriti (almeno quattro le persone, tra cui i gravi episodi rispettivamente ai danni del cronista de Il Piccolo trasportato in pronto soccorso dal 118, Gianpaolo Sarti e di una giovane giornalista, recatasi questa mattina a Cattinara e uscita con cinque giorni di prognosi per un pugno al braccio), ma gli uffici di via del Teatro romano sono al lavoro per appurare le responsabilità rese evidenti da decine e decine di video girati sul posto.
L'indagine
E' su questo aspetto che si concentreranno le indagini della Digos, oltre al fare chiarezza sulla reazione dei gruppi di neofascisti che si sono scagliati contro gli antagonisti e viceversa. Sì, perché nonostante esibirsi in saluti fascisti possa configurare un reato stabilito dalla legge Scelba, e in alcuni casi dalla legge Mancino (la Cassazione sul tema è stata chiara con questa sentenza, inquadrando l'esibizione in un contesto nostalgico e non spia della possibile ricostituzione del partito fascista), la commemorazione dell'ex camerata e giornalista Almerigo Grilz è una manifestazione che da sempre la questura ha autorizzato.
Nell'ambito delle normative che regolano quindi le manifestazioni pubbliche, il blitz degli antifascisti viene considerato una manifestazione non preavvisata, mentre quella dei neofascisti sì. Per questo motivo, oltre alla ricostruzione generale dei fatti, le indagini punteranno a ridisegnare le responsabilità personali dei singoli, da una e dall'altra parte. Al momento in cui si scrive non risultano denunce, ma i referti sanitari dei due giornalisti apriranno sicuramente la strada alle querele di parte.
Le reazioni della politica
Oggi è il giorno delle reazioni politiche. "Chiedo all'aula del Consiglio regionale la solidarietà nei confronti di un professionista che è stato picchiato solo perché svolgeva il proprio lavoro, e parimenti ai cittadini di Trieste che si sono sentiti violentati nella propria città". La richiesta è stata avanzata da Francesco Russo, consigliere regionale del Pd, ed è stata accolta dall'Assemblea legislativa attraverso le parole del vicepresidente Stefano Mazzolini che stava presiedendo la seduta a nome di Mauro Bordin:
La condivisione del centrodestra
"Solidaretà condivisa. Tutto ciò che è e causa violenza, va sempre respinto. Mentre va tutelata la possibilità, per i giornalisti, di rappresentare la verità e riportare le notizie, a livello locale piuttosto che nazionale". "Non è in alcun modo accettabile la violenza di pochi scalmanati seguaci di ideologie che nel Novecento hanno causato tra i più gravi lutti della storia" ha concluso Russo. In ultimo una nota: la contromanifestazione antifascista era stata annunciata attraverso informazioni circolate in rete, soprattutto sui canali Telegram. Era stata indetta anche una conferenza stampa, proprio in via Paduina, a cui avevano partecipato un giornalista di Radio Capodistria e uno del Primorski Dnevnik.
https://www.triesteprima.it/cronaca/trieste-scontri-viale-denunce.html
https://www.triesteprima.it/cronaca/trieste-scontri-fascisti-antifascisti.html
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